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Trattamento podologico

Trattamento podologico

Il trattamento podologico è il mezzo con cui il podologo(professionista laureato in podologia, nella facoltà di medicina e chirurgia) è in grado di risolvere il dolore e annullare fastidi e problematiche sul piede in modo rapido ed incruento

Si divide in tre fasi:

1. esame completo del piede,degli arti inferiori e degli annessi cutanei(cute,unghie ecc…);

2. capire la causa del problema e se possibile prevenirla e/o  risolverla attraverso il trattamento o altri percorsi curativi;

3. trattamento vero e proprio a seconda della problematica evidenziata: riduzione delle callosità, cura delle unghie, rimozione delle verruche, cura delle onicomicosi (funghi), medicazione delle ulcere ecc… Ciò rappresenta una prima ed importantissima fase della prevenzione e della cura del piede.

Il trattamento deve essere sempre eseguito dal podologo, il quale è l’unica figura insieme all’ortopedico alla quale è necessario rivolgersi per algie podaliche e per tutte le problematiche ( o patologie)del piede, in quanto  gli unici che hanno  le competenze necessarie per intraprendere un percorso curativo.

 Il piede è il punto fisso al suolo su cui grava l’intero peso del corpo e con le sue 26 ossa, 33 articolazioni e 20 muscoli, è un capolavoro unico di architettura, anzi di biomeccanica. Basti pensare che siamo bipedi; che ci mettiamo circa 6 anni dalla nascita per ottenere una postura stabile, e che ciò avviene grazie alla maturazione estero-propriocettiva del piede; che l’intera struttura del nostro corpo, attraverso il piede, si adatta alla superficie di appoggio e all’ambiente, mantenendo così l’equilibrio statico e dinamico, sopportandone anche il peso! Invece, (benchè parte essenziale del nostro corpo )generalmente, si tende a dare scarsa importanza al ruolo del piede,  e a trascuralo. Il trattamento ridona al piede il benessere il quale spesso invece gli è negato. 

Uno screening del piede è consigliabile a tutti almeno una volta l’anno per verificarne la salute.  In modo particolare alla persone in età  geriatrica e ai soggetti Diabetici. Anche in età infantile andrebbe valutato almeno una volta l’anno, in quanto in questa fase delicata il piede in continua evoluzione può essere sede di numerosi problemi (per es. piede piatto del bambino)che se curati tempestivamente nel modo corretto saranno facilmente risolvibili

IL PLANTARE

Il plantare è un presidio  ortopedico volto a modificare i rapporti articolari del piede per ottenere un riequilibrio morfo-strutturale dell’ arto durante la fase di appoggio e propulsione, sia in  statica che in dinamica e per correggere la postura generale dell’ individuo.

Viene utilizzato negli stati dolorosi del piede (metatarsalgia,  capsuliti ,ipercheratosi plantari etc), in particolari conformazioni (piede cavo, piede piatto), in determinate complicanze agli arti inferiori, in patologie sistemiche quale diabete (piede diabetico), artrite reumatoide (piede reumatico) ed in altre patologie che colpiscono il sistema vascolare, nervoso e linfatico (vasculopatie periferiche,  linfedema,  malattia di Charcot-Marie-Tooth).

Il plantare risulta inoltre utilissimo anche quando vi sono zone di ipercarico pressorio, causa principale della formazione delle callosità e quindi del dolore, riequilibrando il carico sul piede.

Il piede è la base d’appoggio di tutto il nostro organismo e un appoggio non funzionale ricadrà negativamente non solo sul piede in primo luogo, ma su tutte le strutture articolari a monte.

FASI DI PROGETTAZIONE DEL PLANTARE:

Il plantare nell’adulto risulta comunque essere una terapia palliativa in quanto non è in grado di modificare in modo stabile i rapporti articolari già ormai saldati e costituiti ma è senz’altro in grado di alleviare molto spesso la sintomatologia dolorosa e di correggere l’appoggio quando lo si indossa, ed offrire specialmente nello sportivo maggior “grip”.

Tutt’altro discorso invece per quanto riguarda il piede del bambino, che essendo in continua evoluzione può trarre un effetto terapeutico dall’uso dei plantari, specialmente nei casi di piattismo. Il plantare insieme a della ginnastica “cavizzante” che aiuta la muscolatura a “tenere” l’arcata plantare nella giusta posizione, si ha nella maggior parte dei casi una risoluzione completa e duratura negli anni che eviterà in futuro maggiori problemi, solo quando questa terapia non da i giusti risultati bisogna ricorrere all’intervento chirurgico.